Riciclare, riciclare, riciclare…Hai mai ripetuto una parola tante volte da metterne in dubbio il significato? Prova ora, con la parola RICICLO. Non avrebbe più senso se si riferisse ad una bicicletta che passa sempre sulla stessa strada?

Ricordi quando eravamo bambini? 

Quante volte abbiamo utilizzato un oggetto in modo completamente diverso dalla sua funzione primaria? Io ricordo di aver cucinato numerose pizze utilizzando carta e pastelli a cera e, almeno una volta, credo di aver persino trasformato un cuscino in una barchetta pronta a solcare perigliosi oceani.


Ma RICICLARE non significa proprio questo? Scoprire significati nuovi, dare un nome mai sentito ed un nuovo utilizzo a qualcosa che è stato lasciato da parte, dimenticato tra le ragnatele di una soffitta o abbandonato perché inutilizzabile.

Viviamo oggi nella società del consumo, dove non si ripara più nulla; ma non sono così lontani i tempi in cui non si buttava via niente, quando tutto aveva una seconda vita – ricordo mia nonna che raccontava di come, durante la guerra, facessero le camicie con la seta recuperata dai paracaduti.


Nel mio lavoro ritrovo ogni giorno l’importanza di questa attenzione per il recupero. Per me entrare in un mercatino dell’usato o in un polveroso garage è come andare da Tiffany, chissà quali tesori posso trovare!

La gamba di un vecchio tavolo, il retro di una credenza, il ritaglio di un legno esotico. E una volta che li ho tra le mani, è la fantasia a doversi mettere in moto: cosa potrà diventare questo pezzo di ulivo? Forse un segnalibro con la frase giusta per un’amica.

E se mio zio sta potando le sue piante da frutto in giardino, perché non usarne una sezione?

Se sfogli internet, trovi tante idee per progetti di riciclo semplici e meno semplici, ma se posso darti un consiglio, ti dico: non esiste impresa che non possa essere affrontata, se avete la giusta forza di volontà, se sei pronta a metterci tanto olio di gomito e soprattutto tutta la fantasia di cui sei capace!

In fondo che cos’è il creativo se non il bambino che è dentro di noi e che esplora il mondo con la fantasia di chi non ha ancora scelto che nome dare alle cose?

Samuela Crespan

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