Ho tra le mani un piccolo sole. A dispetto del suo aspetto pallido, è cresciuto cullato nel caldo clima mediterraneo e racchiude in sé tutta la forza e la tradizione della terra da cui proviene. E che dire poi di suo fratello: al contrario sembra un grosso grano di pepe nero rugoso ma al suo interno, dopo una lunga abluzione e successiva cottura accompagnata, magari da un gustoso polipo, rivela il cuore giallo della sua terra natia: la Grecìa Salentina.

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Sto parlando del Pisello nano e del Cece nero di Zollino che fanno bella mostra di sé racchiusi nei barattoli, nella mia credenza. Me li ha portati Francesca, al ritorno dalla vacanza nella sua terra d’origine e quale regalo potrebbe essere più gradito di questi umili, tenaci frutti della terra che ha lasciato un’impronta indelebile nel mio cuore, in quella lontana estate del 1990?

Allora il Salento non era ancora “di moda” ma ricordo esattamente ogni particolare di quell’incantevole viaggio assieme a Carlo, dal piccolo ristorantino affacciato sul mare vista Tremiti, alla grotta dell’Arcangelo Michele, dagli orti rigogliosi degli Alimini al pittoresco porto di Otranto. Dalla Zinzulusa al castello del grande Federico II e poi ancora l’estrema punta del tacco, Santa Maria di Leuca sferzata dal vento e le collezioni del museo di Gallipoli. La bellezza ricamata di Lecce e la festa patronale nell’entroterra con tanto di banda e fuochi d’artificio di Uggiano, i fischietti e le ceramiche di Grottaglie, la mozzarella di Corigliano.

Ma più ancora i profumi ed i sapori e la ricca varietà di piatti a base di semplici ma gustosissime verdure della tradizione locale. Cime di rapa, cicoria, cardi e carciofi, ceci, cicerchie, fave, piselli cucinati in profumatissime zuppe o minestre. Sì, una calda e fumante zuppa di legumi, magari condita con un filo di robusto olio e accompagnata da un Alezio rosato, qualche fetta di pane pugliese et voilà, in queste fredde e nebbiose serate invernali del nord ritorna per un attimo il caldo sole del sud.

I legumi accompagnano da sempre i pasti della tradizione natalizia in molte regioni d’Italia: chi non ha mai mangiato lenticchie a Capodanno? Chi non ha mai usato i fagioli nella tombola? Si sposano bene con tutto, verdure, carni bianche, carni rosse, pesce, pasta e riso: insomma potrebbero entrare a ragione, a far parte del nostro menù natalizio con ricette originali e sfiziose.

A proposito: sapete perché si mangiano lenticchie a Capodanno? I Romani si regalavano “scarselle”, piccole borse di cuoio legate in cintura contenenti lenticchie con l’augurio che si trasformassero in monete vere. Questo è il nostro augurio per tutte voi che ci seguite su Donnacreativa: che le prossime festività portino abbondanza di idee, creatività e momenti felici per voi e per le vostre famiglie.

Buon Natale a tutti 🙂

Anna e Carlo.

Puoi acquistare i legumi sul sito della Cooperativa Comunità di Zollino