20120514-Village_women_of_BangladeshSentiamo spesso parlare di microcredito ma cosa significa esattamente? Ti racconto una storia bella e vera: nel 1974 una terribile carestia a seguito di una violenta inondazione si abbatté sul Bangladesh  provocando la morte di centinaia di migliaia di persone. A quel tempo un giovane professore che insegnava all’università di Chittagong, colpito profondamente dallo stato di emergenza in cui versava il Paese decise di fare un piccolo, primo passo per cercare di arginare la situazione di estrema povertà in cui vivevano gli abitanti della sua regione. Avendo alle spalle una laurea in economia decise di studiare la situazione dei villaggi rurali delle zone colpite e di intervenire attivamente concedendo un prestito di 27 dollari ad un piccolo gruppo di donne del villaggio di Jobra. Queste donne erano impegnate, per la sussistenza della loro famiglia, in lavori artigianali quali la produzione di sgabelli di bambù e di ceste in vimini, ma il loro già misero guadagno veniva ridotto ulteriormente nel ripagare i forti interessi del denaro preso in prestito da autentici aguzzini per acquistare le materie prime. Non potendo offrire garanzie di nessun tipo, le lavoratrici erano escluse infatti dal sistema di credito offerto dalle banche.

Muhammad Yunus, questo è il nome di quel professore, capì però che aldilà dei primi interventi immediati di prestito alle famiglie, bisognava rendere i più bisognosi in grado di produrre ricchezza per loro stessi. Nacque così la Grameen Bank  e il suo sistema, il Microcredito, è diffuso oggi in oltre 100 stati. L’erogazione del prestito è basato sulla fiducia e non sulla solvibilità e viene effettuato attraverso gruppi di solidarietà che si sostengono a vicenda e si fanno garanti per la restituzione delle somme prestate.  Nei paesi in via di sviluppo più del 90% delle imprese finanziate sono femminili, proprio come quel piccolo gruppo di donne di Jobra.

Nel mondo occidentale e soprattutto nei paesi più colpiti da questa grave crisi economica  si sta diffondendo questo modello di aiuto rivolto alle fasce di popolazione che più ne risentono, i cosiddetti “nuovi poveri”. Gli interventi sono rivolti sia alle famiglie in difficoltà, per poter far fronte alle spese quotidiane che non si riescono più a gestire oppure all’avvio o allo sviluppo di piccole imprese escluse dal credito tradizionale per mancanza di garanzie di solvibilità. In questo caso per accedere al Microcredito è necessario avere:

  • una buona idea per fare impresa
  • possedere le capacità per poterla realizzare
  • fare parte di una rete di riferimento disposta a fare da garante per la restituzione del prestito.

Il microcredito si limita ad offrire servizi di credito mentre la microfinanza comprende sia servizi di credito che di raccolta del risparmio. Esistono diverse realtà anche qui da noi formate da persone che hanno necessità di accedere al credito e di soci finanziatori che credono fermamente nella valenza di questi progetti e hanno deciso di investire i propri risparmi in modo etico. Queste realtà si propongono di favorire incontri e scambi tra piccole realtà produttive e associative e soci finanziatori che formano la trama di una rete di un’economia diversa, non incentrata sui profitti ma sul concetto di benessere della collettività e di qualità della vita.

Immagine da Factsanddetails