“Bestiario da parati” è il nome del corso che teniamo il 2 e 3 dicembre presso il laboratorio di Arte del restauro a Milano. Guidati dall’artista Gianni Moretti passiamo insieme due giornate interessanti e creative. Impariamo una tecnica di pittura facile, il monotipo di cui si parla in questo articolo, scopriamo in quale animale ci identifichiamo (leggi qui il primo articolo di Gianni) e trasferiamo questa immagine realizzata da noi su una carta da parati. Il corso si chiama “Bestiario da parati” perchè stamperemo su tessuto il risultato della nostra ricerca, ottenendo il prototipo della nostra carta da parati.

Ecco per te il secondo articolo di Gianni Moretti:

Nelle arti visive e in editoria d’arte, dal nome stesso, il monotipo è un unico esemplare di stampa; (dal greco “unica impronta”). Tale tecnica consiste nella realizzazione di un’immagine stampata solitamente con l’ausilio di un torchio calcografico in cui la matrice di disparate forme, dimensioni, materiali, viene disegnata direttamente con l’inchiostro calcografico, con colori ad olio o con inchiostri all’acqua, inserendo ritagli di carte colorate, pezzi metallici, ed altro secondo il gusto personale.

Nel tempo il monotipo è devenuta una tecnica di stampa comunemente usata e divenuta popolare tra molti artisti.

Edgar Degas, Camille Pisarro, Pablo Picasso, Jackson Pollock, Andy Warhol, solo per citarne alcuni tra i più noti, si sono cimentati nella sperimentazione di questa tecnica, la cui duttilità e libertà di interpretazione e utilizzo ha permesso di ottenere risultati sempre nuovi, anche molto distanti tra loro.

Se in origine il torchio calcografico era uno strumento indispensabile, lungo il corso del tempo questo è stato affiancato da altri strumenti per esercitare la pressione della matrice sulla carta da stampare: rulli di vario tipo, mattarelli, ruote di automobile, fino allo strumento più comune e diffuso: la mano.

Plastica, carta assorbente, carta stagnola, contenitori per le uova… qualsiasi materiale può facilmente diventare la matrice o il supporto della stampa che si vuole realizzare, trasformando la propria abitazione o il proprio ufficio in un arsenale artistico inaspettato ed esplosivo.

Un altro aspetto interessante di questa tecnica consiste nella capacità di trasformare dei segni, comunemente considerati “difetti”, in qualità: il segno del pennello sulla carta, lo strabordare del colore, la gocciolatura… Tutto può diventare un monotipo, basta saperlo guardare e accogliere.

Infine la sua velocità d’esecuzione la rende una tecnica particolarmente amata da tutti coloro che difettano, come me, di pazienza 🙂

Nel monotipo non c’è un limite né una strada da seguire se non quella che si decide di tracciare seguendo la propria curiosità e desiderio di sperimentazione.

Gianni Moretti

Se vuoi maggiori info e sei interessata/o a frequentare il corso di pittura creativa “Bestiario da parati”  visita la pagina di presentazione del corso.

La prima immagine è un monotipo di Andy Warhol, la seconda di Jackson Pollock e la terza di Pablo Picasso e sono tratte da Pinterest